Augusta Storia Della Città
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Augusta è un comune di 33.957 abitanti della provincia di Siracusa e deve il suo nome al titolo imperiale Augusto di Federico II di Svevia, che la fondò nel 1232.
Il centro storico è un’isola, ricavata dal taglio di un istmo nel XVI sec., collegata alla terraferma attraverso due ponti, uno di costruzione recente (viadotto Federico II di Svevia) ed uno risalente alla fondazione della città chiamato Porta Spagnola.
La presenza di vita sulla penisoletta di Augusta è possibile già dalla preistoria. Ma si parla di Augusta come città solamente dopo il 1232, probabile data di fondazione della città da parte di Federico II di Svevia. Egli per indicare la sua autorità sugli abitanti (si dice che furono deportati da Montalbano e Centuripe) costruì un grosso castello su un promontorio di circa 30 m nella parte nord.
Alla morte dell’ultimo imperatore svevo Augusta venne occupata dagli Angioini.
Gli abitanti combatterono nei Vespri siciliani e già nel 1282 sul castello sventolava la bandiera Aragonese, dominio che durerà per quattro secoli.
Nel 1326 Augusta divenne feudale sotto Guglielmo Raimondo II Moncada. Passati due secoli come città feudale, Augusta tornò al demanio nel 1560, dopo che il re, vist la scarsa difesa della città durante le invasioni turche del 1551, 1552, 1553 e 1560, decise di provvedere personalmente facendo costruire le prime fortificazioni: taglio dell’istmo, costruzione di bastioni e dei forti Garcia, Vittoria e Avalos. Nonostante ciò i turchi continuarono ad attaccare, e nel 1594 avvenne il miracolo: San Domenico, venerato nella città, apparve in cielo e mise in fuga i turchi. Questo dice la leggenda; in verità molto probabilmente si trattava di domenicani, che erano autorizzati a combattere per difesa.
Il XVII secolo si rivela fiorente per Augusta. Nel 1675 il porto fu campo della Battaglia d’Agosta tra Spagnoli e Francesi, che vide la vittoria di quest’ultimi che però abbandonarono pochi anni dopo il castello. Ma il 9 e l’11 gennaio del 1693 la città venne rasa al suolo da un terribile terremoto. Nonostante ciò in pochissimi anni la città si risollevò e venne elevata alla dignità senatoria. Dopo ciò Augusta iniziò un lento declino, dal passaggio ai Borboni fino all’unità d’Italia.
Agli inizi del ‘900, per la collocazione strategica del porto, poco fuori la città venne costruito un enorme hangar per dirigibili in cemento armato e sulla costa al di sotto dell’hangar, prima della seconda guerra mondiale, un idroscalo. Nel 1943 subì un bombardamento che causò molti morti.
Augusta è riuscita a risollevarsi anche grazie all’installazione nel 1949 della prima raffineria petrolifera. Dopo pochi anni la costruzione venne seguita da molte altre per arrivare alla selvaggia industrializzazione della costa megarese negli anni ‘80 del XX secolo. Oggi molta dell’economia di Augusta, che in passato era fondata sulla pesca, sull’agricoltura e sulla produzione di sale dalle grandi saline, è basata sulle industrie petrolchimiche. torna su













