Meteo

SIRACUSA
10 marzo 2010, 19:26
Parzialmente Soleggiato
Parzialmente Soleggiato
13°C
Temperatura percepita: 9°C
Umidità: 57%
Vento: 6 m/s ONO
Alba: 6:18
Tramonto: 18:01
Previsione 11 marzo 2010
Giorno
Parzialmente Soleggiato
Parzialmente Soleggiato
14°C
Notte
Parzialmente Nuvoloso
Parzialmente Nuvoloso
4°C
Previsione 12 marzo 2010
Giorno
Rovesci
Rovesci
13°C
Notte
Pioggia
Pioggia
11°C
 

Archivi

Guida a tutte le Città della provincia di Siracusa

 

Pasqua 2010 Vivila con il gusto del fuori porta all Hotel La rosa dei venti

Collaborate anche voi inserendo la vostra struttura (Agriturismo, Albergo, Bed & Breakfast, Camping, Casa Vacanze, Hotel, Residence, Villaggio) in modo veloce e gratuito. clicca qui

Altrimenti se volete potete anche inserire semplicemente le vostre offerte LastMinute per farle conoscere a tutti. clicca qui

 

 

  Come arrivare    |      Luoghi da visitare    |      Dove dormire
  Eventi    |      Galleria fotografica    |      Gastronomia    |      Informazioni utili
  Mappa interattiva    |      Tour fotografici    |      Un po' di storia

 

Pachino Storia Della Città

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

 

Panorama della città di Pachino

Stemma della città di Pachino
Pachino è un comune di 21.685 abitanti della provincia di Siracusa.

Il nome Pachino deriverebbe dal fenicio pachum, che significa “guardia”. Secondo il Fazello, l’origine della parola deriverebbe invece dal greco paxus, che significa “fertile”. Esistono però altre teorie: secondo monsignor Sultano, il significato risale al nome greco Paxus Oinos, che significa “terra abbondante di vino”; il Figura, riferendosi all’isola di Capo Passero, lo fa derivare dal greco Paxeia Nesos, ovvero “isola dalla larga circonferenza”.

Pachino è la città che ospita la coltivazione IGP del pomodoro ciliegino detto, appunto, Pachino.

Ha dato i natali, altresì, al gande scrittore novecentesco Vitaliano Brancati.

Posta a 65 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della provincia di Siracusa, a cavallo del mar Mediterraneo e dello Ionio, la città ha un clima dolcissimo dall’autunno alla primavera, un cielo sempre terso nel corso dell’intero anno ed un clima caldo in estate.

Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di Spinazza, Lido, Cavettone e Morghella sulla costa ionica (a partire da Marzamemi verso sud), mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois) e la Costa dell’Ambra, in zona Contrada Concerie, Scarpitta, Chiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse.

Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea. Il mare, ricco di fauna ittica, è assai pescoso, il che rende la zona un importante riferimento commerciale, soprattutto per il mercato ittico catanese. La ristorazione a base di pesce e il mare assai pulito fanno della zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, con un flusso di stanziali e di turisti piuttosto rilevante, anche considerando l’interesse dei surfisti per una zona che, con le sue correnti ventose, si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del wind-surf.

Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano. Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l’8000 e il 1500 a.C.), l’uomo passò a vivere nelle grotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina). Successivamente, nell’età del ferro, del rame e del bronzo, fino all’arrivo dei siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata “Cugni di Calafarina”. Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati. Nel 750 a.C., il territorio di Pachino fu abitato da fenici, punici e greci.

Dal 200 al 400 d.C., a dominare la zona furono i romani, che ne fecero un centro di attività commerciali e di colonizzazione. Con loro si sviluppò notevolmente l’agricoltura, e specialmente la coltivazione della vite e del frumento. Nel periodo ellenistico, furono edificati alcuni templi, di cui uno dedicato ad Apollo Libystino. Ancora oggi rimangono i resti di un tempietto votivo agreste in contrada Cugni, località nella quale furono tracciate le rotaie della via Elorina, tuttora ben visibili sulla roccia. La contrada Cugni, per l’alta concentrazione di resti antichi, risulta essere una sorta di “parco archeologico”.

Dopo i romani, arrivarono i bizantini (dal 300 all’800), quindi gli arabi (dall’800 al 1090) e i normanni. Gli arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi, nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni ‘50, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l’acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l’irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi.

Il declino della città di Pachino inizia con i normanni, gli aragonesi ed gli angioini. In questo periodo furono erette le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei turchi. Dal 1583 al 1714, nascono in Sicilia un centinaio di nuove terre feudali.

La fondazione dell’attuale città di Pachino ha inizio quando, nel 1734, gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e aventi il titolo baronale oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi ed al fine di acquisire il titolo di conte. A tal fine, i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero, nel 1758, a Carlo III di Borbone e, successivamente, nel 1760, a Ferdinando I delle Due Sicilie l’autorizzazione a fondare una città (licentia populandi), decreto che fu emesso a Napoli, in data 21 luglio 1760, e che fu reso esecutivo in data 1° dicembre 1760. La nuova terra, chiamata Pachino, sorgerà nel feudo di Scibini a 2 miglia di distanza dalla costa, e sarà popolata da greci cattolici che giungeranno nel feudo dall’Albania, da altra parte della Grecia o dall’Illirico a spese del feudatario. Nel giugno 1768 Pachino ottiene l’autonomia territoriale, che riuscirà a mantenere anche dopo la soppressione della feudalità. torna su

Immagine anteprima YouTube

 
Bookmark and Share
Altri Articoli Simili:

Lascia un comento

 

 

 

Puoi usare questi tag

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>